Museo dei Bozzetti "Pierluigi Gherardi" - Città di Pietrasanta

 
 
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Mostra di pittura

Giorgio Michetti


inaugurazione mostra: sabato 17 dicembre 1994 - h. 17.30

esposizione: dal 17 dicembre 1994 al 12 gennaio 1995

luogo: Sala dei Putti - Chiostro di S. Agostino, Pietrasanta

orario: da martedì a venerdì 14.30-19.00/sabato 14.30-18.00

ingresso libero


Comunicato stampa

Presentazione

Critica

Quello che mi piace, di Giorgio Michetti, è la fiducia plastica nella figura umana. Penso che abbia letto Dostoievskij, che tenga conto del suo stile, persino della sua laboriosità, con un'intima tenacia mistica. E Céline? I suoi colori sanno togliere veleno alla squallida realtà, nel momento stesso della sua osservante descrizione: sono quei rossi che cadono quasi a caso, quei corpi color mattone bruciato, quell'estrema prostrazione degli esseri resa per esempio dai verdi alga, dai verdi degni di un ventre materno; sono le luci di fondo, realizzate sempre nella controra, a sconfiggere lo squallore con una forza, persino con un paradosso, epici.

Ecco perché trovo i quadri di Michetti prossimi alla pagina scritta, con interne possibilità di stile, imprevedibili come i labirinti sottostanti a un palazzo invece simmetrico. Il palazzo è altra cosa: il pittore, infatti, si lascia prendere spesso dalla suggestione architettonica della composizione umana, sconfina in una dissociazione visiva che, se da un lato ricorda Boccioni, dall'altro pare non appagarsi della poeticità implicita, della disadorna commozione che altrove ci convince, ci rassicura sul destino del quadro. Ricordo, per esempio, “I pescatori d'arsel1e: aggrappati ai remi”, ma come dominati dal vento, ossia dall'incorporeo, che annienta appunto il plasma corporeo che invece, nella tipica torsione michelangiolesca, è la materia prima di Michetti.

Amo quadri tipo “La Frana”, “Personaggi” e “Icari”. Richiedono una lettura religiosa, una sapienza cristiana nell'accostarsi a un decadente cristianesimo. Michetti inscena (mai dimenticare la sua vocazione scenica, la regia costante, l'angolazione) ciò che definirei «canto popolare»; e il bello è che, questo canto, ora assume la verticalità del gregoriano, ora la linea distesa di un miserere deluso. Nei suoi gregoriani, il Pittore ha una solidità che risulta difficile non condividere; e va aggiunto che, oltre l'effetto visivo, si staglia una sua aggressione ideologica della realtà storica. A meno che non tenti Analisi in volo, perché allora la sua sintassi pittorica si espande in bravura, la sua ideologia mitica distingue il quadro, il modulo psicologico. Il procedimento è il seguente: l'intuizione visiva parte sempre dal primigenio, ossia da un'irriflessa rozzezza del creato, che Michetti dispone con la cadenza del metro poetico (le ottave dei suoi spazi, il suo dipingere per poema!). Sa darci, ogni volta, l'imponenza dell'affresco, eseguendo in realtà soltanto dei particolari. E ciò è raro; soprattutto emendato da ogni tonalità discorsiva; montalianamente, i colori assecondano l'inno e l'elegia.

Il grido del Masaccio è un fuoco lontano a cui l'errante Michetti tiene sempre l'occhio, lucido e incantato.

 

Alberto Bevilacqua

Biografia

Giorgio Michetti è nato a Viareggio nel 1912, vive e lavora a Milano e in Svizzera.

Ha studiato al Liceo Artistico ed all'Accademia di Belle Arti di Roma con Vagnetti - Cambelotti - Calcagnadoro e Ferrazzi. Espone dal 1929. È uscita un'ampia Monografia sulla sua opera nel 1975, con prefazione di Enzo Carli e presentazione di Giancarlo Vigorelli.

Nel 1976 è invitato ad eseguire un grande affresco sulla facciata del Palazzo Comunale di Seregno (Mi) per la «Pinacoteca all'aperto».

Il Comune di Viareggio - Assessorato alla Cultura - gli allestisce nel 1977 una Mostra Antologica di opere dal 1928 al 1977 arricchita da un catalogo generale delle opere esposte.

Dal 1978 è membro dell'Accademia «Art-Sciences-Lettres» di Parigi. L'anno dopo è presente al «Salon d'Automne '79» al Grand Palais a Parigi.

Si dedica, nello stesso anno, a ricerche sulle anamorfosi, Baltrusaitis (Parigi) lo inserisce nel suo volume «Anamorphoses». Partecipa con altri 48 pittori al grande quadro «Omaggio della Brianza per la Polonia».

Nel 1982 è invitato dal «Seedamm Kulturzentrum» di Pfäffikon/ Sz (Svizzera) per una Mostra Antologica con opere dal 1928 al 1982 e nel 1984 per un'altra Antologica a Berna alla «Champagne Rosenberg».

Il Comune di Milano gli allestisce una Mostra di opere grafiche 1970-1985 al Palazzo Sormani, e nello stesso anno affresca una parete della Sala delle Udienze della Pretura di Desio (Mi). Esegue una cartella di 5 incisioni a colori su episodi dell'inferno di Dante Alighieri per la Società Dante Alighieri di Boston (USA). Nel 1986 partecipa assieme a 44 pittori invitati dal CONI ed esegue un grande Mural sullo Sport allo Stadio dei Marmi di Roma, per le finali dei Giochi della Gioventù.

Invitato dal Comune e dall'Amministrazione Provinciale di Foggia allestisce una Mostra Antologica opere 1928-1987. Nell'occasione gli organizzatori pubblicano un catalogo.

Il «Centro Cultura e Costume» di Milano nel 1988 lo invita per una Mostra Antologica opere 1928-1988 e viene presentato il volume «Giorgio Michetti. Maestro degli affreschi» scritto dal critico Paolo Perrone con prefazione di Francesco Ogliari, edito dalla NEO di Milano.

È invitato ad esporre le sue opere in una personale al Teatro alle Vigne di Lodi in occasione dei Premio Nazionale di Poesia 1988 «Lodi Città di Ada Negri». Nell'occasione esce l'Antologia di Poesia del 6° Premio Nazionale, dove sono pubblicati 25 acquerelli sul tema «Eroi e Giganti».

Sempre nel 1988 a «Villa Erba» di Cernobbio (Co) il Comune e l'Associazione Amicizia - Arte-Cultura organizzano una Mostra Antologica per i suoi 60 anni di attività artistica, il catalogo è curato da Franco Cajani.

Nel 1993 L'Associazione Lucchesi nel mondo lo invita a esporre nella propria sede di Lucca.