Museo dei Bozzetti "Pierluigi Gherardi" - Città di Pietrasanta

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  • GALEOTTI PAOLO NELLO

 laboratori

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foto Guido Luciani

laboratorio GALEOTTI PAOLO NELLO (dal 1884) di Paolo Nello Galeotti


Via Oberdan, 30 55045 Pietrasanta, LU
tel: 0584/71148
eMail: galeotti.paolonello@libero.it
Attività originaria: scultura sacra e funeraria, arredo, ornato, statuaria classica
Attività corrente/ultima: scultura contemporanea, sacra e funeraria, statuaria classica, arredo, ornato
Cronologia delle denominazioni: Galeotti Vincenzo (1884-1920)
Galeotti Nello (1920-1935)
Galeotti Mario e Gino (1935-1960)
Galeotti Mario (1960-1992)
Galeotti Paolo Nello (1992-oggi)

 
Paolo Nello, titolare della ditta dal 1992, gestisce un laboratorio le cui origini risalgono al 1884, quando esso venne fondato dal bisnonno Vincenzo. Successivamente lo ha ereditato il padre Mario e, cambiando ogni volta intestazione, è rimasto attivo fino a oggi.
Situato nella sede attuale dal 1951 (dove un tempo era l'abitazione dei titolari del laboratorio F.lli Elrich), a ridosso del centro cittadino, originariamente era situato in via del Teatro. L'attrezzatura è di tipo tradizionale e in laboratorio si conserva ancora il tornio a mano che Vincenzo nel 1922 attrezzò con un motore elettrico AEG. Colpisce, una volta varcato l'alto cancello che separa il laboratorio dalla strada, il grande "manettone", strumento adibito alla lucidatura dei marmi. Attualmente vi lavorano il titolare, Paolo Nello, e suo fratello, l'artista Francesco Galeotti. Il laboratorio si avvale, a seconda delle necessità, di prestatori d'opera: ornatisti, pannisti, anatomisti, lucidatori, o per la elaborazione di bozzetti in creta e gesso. Paolo Nello è fresatore, tornitore e mosaicista; dopo avere conseguito il diploma all'Istituto d'Arte Stagio Stagi di Pietrasanta, nel 1986 è entrato come apprendista nel laboratorio del padre. Suo fratello ha studiato all'Istituto d'Arte e poi all'Accademia di Carrara e affianca alla sua attività di artigiano, quella di scultore.
Vincenzo Galeotti, il capostipite, era originario di Capezzano; a 18 anni andò in Algeria per lavorare alla costruzione della ferrovia, quindi a Sestri Levante nelle miniere d'oro. Tornò a Pietrasanta quando aveva 28 anni, comprò una casa, un tornio ed aprì la propria ditta. Nel laboratorio lavoravano due-tre operai e nel 1902 vi entrò il figlio Nello, scultore. Nello aveva frequentato per sei anni la Scuola di Belle Arti di Pietrasanta conseguendo anche un premio di disegno a fine anno. Quando questi subentrò al padre la ditta arrivò ad assumere fino a 5 operai. Mario e Gino, figli di Nello, ambedue tornitori, entrarono nella ditta del padre nel 1935. Nella ditta dei due fratelli lavoravano tre operai: un lucidatore, uno scalpellino e uno scultore. Quando Mario rimase titolare unico li liquidò e cominciò a servirsi di prestatori d'opera.
La scultura sacra e funeraria è stata per decenni, insieme alla tornitura, il settore di gran lunga più importante del laboratorio, affiancato alla produzione di oggetti di arredamento (tavoli, lavabi, camini, vasche, fontane, animali e statue per parchi). Sempre presente, anche se in tono minore, la riproduzione di opere classiche. Scarsissima la produzione di scultura moderna. Da sottolineare che fino al 1930 il laboratorio era in grado di eseguire opere dal disegno al bozzetto, alla rifinitura. Le opere più rilevanti riguardano l'attività di Nello che, abilissimo scultore, realizzò originali preziosissimi fra cui, all'età di venti anni, una cassapanca interamente in marmo, lunga due metri e mezzo, su cui era riprodotto in bassorilievo un soggetto baccanico. Copiosa la produzione di statuaria sacra e di numerosi altari collocati in chiese italiane; a questo proposito si ricordano, fra le realizzazioni di Nello, un "Sant'Ambrogio" di 2 metri e mezzo di altezza collocato sulla facciata di una chiesa in provincia di Varese; un Sacro Cuore, una Madonna della Catena e un San Francesco per chiese in provincia di Cosenza; fra gli altari quello posto nella chiesa dell'ospedale di San Martino a Genova. Anche nel campo dell'ornato i Galeotti vantano una lunga tradizione che si vale, per esempio, della realizzazione di esemplari di urne cinerarie riprodotti da originali conservati in Vaticano.
La committenza ha subito variazioni nel corso di oltre un secolo di attività: Vincenzo aveva commesse dalle Americhe, in particolare vi è memoria di opere inviate a Montevideo in Uruguay. Inoltre prima della prima guerra aveva lavorato copiosamente per quattro anni per Minervi (cliente portato da Arrighini), un commerciante di Venezia che aveva un grande spazio espositivo in Ca' d'Oro. Dopo la guerra ripresero i contatti con una ditta inglese per lavori di architettura, ornato, tornitura, ma poi, la cosiddetta Quota '90, bloccò i lavori per l'estero. Nello ebbe comunque contatti con vari marmisti, fra cui Lazzeri di La Spezia, per il quale eseguì numerosi bassorilievi, vasi e soggetti funerari per il cimitero della città. Ci sono stati periodi invece in cui il laboratorio lavorava in esclusiva per alcune ditte o gallerie italiane; Mario e Gino hanno lavorato a lungo per committenti giapponesi e lussemburghesi. Si ricorda la produzione di moltissime colonne per clienti romani e la commissione di 100 colonne per un cliente siciliano. Nel secondo dopoguerra vennero eseguiti vari lavori per committenti religiosi, come i bassorilievi di una via Crucis ed una Madonna per un santuario a Laurignano, in provincia di Cosenza. Inoltre vi fu una forte richiesta di riproduzione di statuaria classica e si riaprirono i mercato con le Americhe. Attualmente la committenza internazionale è di provenienza europea a americana. Il laboratorio ha rapporti diretti con scultori e con architetti; ricordiamo Sutero, Ovidio, De Francesco, Domenichi e pochi altri.

[ Rif. ARTISTI ]
- COSCI Romano: Verificare se ci ha lavorato
- FINOTTI Novello:
- GALEOTTI Francesco: dal 1998 Tuttora (2016). Fin da bambino opera presso il laboratorio di famiglia. Dal 1998 ci lavora in pianta stabile.
- GAUVRIT SYLVESTRE:
- NICKEL Lothar:
- RADCLIFFE Graham:
- ROBZEN Shelley:
- SAH Cynthia:
 

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