Museo dei Bozzetti "Pierluigi Gherardi" - Città di Pietrasanta

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  • SCUOLA SUPERIORE DI SCULTURA DI PIETRASANTA

 laboratori

laboratorio SCUOLA SUPERIORE DI SCULTURA DI PIETRASANTA (1962-2007) di Rino Giannini


via Aurelia, 114 55045 Pietrasanta, LU
tel: 0584/771100
fax: 0584/771100
eMail: rinogi@tiscali.it
website: http://rinogiannini.com
Attività originaria: scultura contemporanea, classica e sacra
Attività corrente/ultima: scultura contemporanea, funeraria e sacra, statuaria classica, ritrattistica
Cronologia delle denominazioni: Giannini & Orsucci (1962-1970), Piazza Crispi, poi via Aurelia c/o Tommaso Tommasi, poi via Aurelia c/o Sicea
Giannini Rino Scultore (1970-1992), via N. Sauro e poi via dell'Acqua 2 a Forte dei Marmi, poi via Aurelia 114
Scuola Superiore di Scultura di Pietrasanta (1992-2007), via Aurelia 114 fino al 2008, poi via Ajolo 3, Pietrasanta



 
Rino Giannini si forma come scultore nel laboratorio di Santoli e Rovai e in quello dei F.lli Pasquini, presso i quali lavorò fin da quando frequentava ancora l'Istituto d'Arte Stagio Stagi di Pietrasanta. Nel 1962 fondò una società con Vasco Orsucci, anch'egli scultore, che aveva sede all'interno della SICEA, e che impiegava fino a cinque maestranze; nel 1971 la società si sciolse e Giannini proseguì per proprio conto aprendo un altro laboratorio con due dipendenti in via Sauro 16.
L'attività del laboratorio cessò nel 1982 quando il titolare entrò di ruolo come docente del corso Tecnica del Marmo e delle Pietre presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Per oltre dieci anni Giannini ha continuato saltuariamente a prestare la propria opera professonale finchè nel 1993 ha aperto un nuovo laboratorio sempre a Pietrasanta dove oltre a realizzare opere di scultura insegna la lavorazione del marmo. Rino Giannini tiene anche corsi sulla lavorazione del marmo e sul restauro lapideo.
L'attività del laboratorio è stata sempre incentrata sulla produzione di scultura sacra, classica, funeraria, moderna, originale, comprendente la realizzazione di modelli in gesso e creta; nutrito anche il settore della ritrattistica; l'inclinazione alla sperimentazione portò Giannini e Orsucci anche ad incursioni nel settore del design e dell'oggettistica ma furono sostanzialmente eventi episodici. Fra le opere cimiteriali di particolare rilievo si segnalano quattro statue in grandezza naturale collocate nel cimitero di Staglieno a Genova; il ritratto di Federico Milcovic, collocato nel cimitero di Padova. In ambito sacro il laboratorio si distinse per la creazione di modelli originali per numerose chiese italiane. Fra le riproduzioni su commissione si ricordano un ingrandimento di quasi due metri della formella delle Porte del Paradiso di Luigi Ghiberti relativa al Battesimo di Cristo per la Forest Love di Los Angeles, una riproduzione del "Cristo" di Cimabue a grandezza naturale. Fra le opere civili si ricorda la realizzazione di un "Cavallo" in altorilievo per la sede londinese della Camera di Commercio italiana.
La produzione di scultura moderna è assai estesa, soprattutto a partire dagli anni Settanta; si ricordano in particolare le collaborazioni con Tommaso Gismondi, Emilio Ambron, Jandeni, Tony Smith. La committenza è sempre stata proveniente sia dall' Italia che dall' estero; fino al 1979 il laboratorio ha lavorato in gran parte per conto di altre aziende della zona, in particolare per la SICEA.
L'organizzazione del lavoro e la strumentazione meritano un discorso a parte. Per quanto riguarda la strumentazione il laboratorio Giannini e Orsucci si caratterizza negli anni che vanno dal 1964 al 1967 per la sperimentazione e la messa a punto di nuovi strumenti che si sono poi diffusi in maniera più o meno estesa non solo in Italia ma anche all' estero. Più che invenzioni di nuovi attrezzi si è trattato di intùito nel coniugare tra loro strumenti e utensili preesistenti, come suggerito dall'esperienza e dall'intelligenza di Rino Giannini e del perito meccanico Renzo Giannoni, poi divenuto realizzatore delle innovazioni. Il più noto strumento, divenuto oggi indispensabile, è il disco diamantato applicato all'apparecchio della smarigliatrice angolare. Esso ha cambiato il sistema della lavorazione sia nella sgrossatura che nella definizione dei particolari, non solo dal punto di vista del tempo impiegato ma anche dalla qualità del prodotto. Il "frullino" ha avuto un'analoga origine: l'attrezzo preesistente fu applicato al compressore come il martello pneumatico. Un altro strulmento che oggi si è diffuso particolarmente all'estero è la sonda di proporzioni che sostituisce il compasso michelangiolesco nella riproduzione a ingrandimento.
Per quanto riguarda invece l'organizzazione del lavoro nel laboratorio, fin dall'inizio si tese progressivamente a dare ad ogni lavorante abilità tali da poter condurre la realizzazione di un'opera dall'inizio alla fine, soprattutto per le opere di piccole dimensioni. Ciò non aveva lo scopo di eliminare le singole specializzazioni ma di rendere più completo l'intervento personale dell'artigiano, che poteva dare un'impronta propria soprattutto per quanto riguardava la produzione di arte sacra e funeraria, dato che anche in questo ambito erano in corso mutazioni di gusto e dunque anche di stile. Il laboratorio di Giannini contribuì alla modifica dei modelli seriali, a dare una certa originalità ai manufatti e a modernizzare l'iconografia, a dare insomma anche a questa produzione seriale un'impronta d'autore.
Giannini, Orsucci e Aldo Giannoni fondarono il CAMP che diede nuovo impulso e un diverso sviluppo alla figura dell'artigiano del marmo.

[ Rif. ARTISTI ]
- ALESSIA G.: L'artista lavora tuttora presso questo laboratorio (1997)
- ALESSIO Greta: dal 1978 al 1980
- ARNOLD Walter S.: dal 1975 al 1977
- EL RAYES Imad:
- GIANNINI Rino: dal 1962 Tuttora (2007). L'artista realizza le proprie opere in questo lab. di cui è titolare
- JANDENI:
- JANSEN Hermine: dal 1979 al 1981 Dal 2003 al 2005 è tornata a lavorare in questo laboratorio.
- KAWIAK Tomek: dal 1985 al 1995
- LECA Michele:
- MOSCHINI Mara: dal 1992 al 2004
- PARK Heon-Youl:
- SIANI Francesco: dal 1977 al 1979
- SOKOLOW Isobel Folb: dal 1978
- VOLZ MANDY:
- WENDER Dieter: dalla morte di Sem
 

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