DIONISO, 1999 di HOMAN Margot
bozzetto, tuttotondo in gesso, cm. 70x34x27
Collocato c/o MdB/pp/ingresso
Lo stato di conservazione risulta ottimo
Eseguito c/o laboratorio formatura Francesco Tonnigiani, Valdicastello
La traduzione in opera è in bronzo
La scultura si chiama Dioniso; la stessa divinità che nell'antica Roma è nota con Bacco. Divenuto popolare come divinità connessa al vino, era in origine un dio della fertilità venerato in forma di toro o capro, cui erano dedicati rito orgiastici. Per la popolazione dell'antica Grecia questo Dio ha un significato complesso: è il dio del vino, dell'estasi, della danza; rappresenta l'unione col cosmo, la gioia forsennata che arriva al limite, l'euforia, il mistero. Nell'antica Grecia il culto di Dioniso attirava le donne chiamate menadi o baccanti che venivano rappresentate con le tipiche vesti ondeggianti e le figure che esprimono abbandono fisico. Dioniso è inoltre l'ultimo figlio immortale di Zeus.
Bacco è per lo più raffigurato come un giovane nudo, a volte ebbro, con tralci di vite e edera.
Questa scultura ha come tema l'estasi dionisiaca; in greco la parola ek-stasis significa "stare fuori da se stessi", ma anche "non perdere lÕequilibrio". Inoltre ha il significato contrapposto di "abbandonarsi e controllarsi", "il corpo e lÕanima". Nel suo viso ho rappresentato la malinconia di questi desideri incompatibili. Il suo corpo, bilanciato su una sola gamba, si regge in equilibrio precario.
L'artista stessa afferma che: "Ho fatto poi riferimento ai concetti filosofici espressi da Nietzsche: dionisiaci, quindi passionali come la musica di Beethoven e apollinei, cioè più misurati come la musica di Mozart. Per questo ho creato un "pendant", unÕaltra scultura complementare, che rappresenta una figura femminile apollinea, titolata Estasi.
In questo Dioniso voglio rappresentare una sorta di forza primigenia umana, necessaria per sopravvivere, ma che va tenuta sotto controllo. Per questo ci sono le corna, che non hanno nulla di diabolico e fanno anche riferimento ad una traduzione falsa della Bibbia in latino in cui si parla di Mosè con le corna, invece che con lÕaureola. Sono quindi usate come corna divine e così io le rappresento in Dioniso, come simbolo della forza primigenia e della forza divina.
L'idea di questa scultura è nata da una mia ispirazione e non da una commissione. Nel mio piccolo bozzetto erano compressi tutti questi concetti, ma sentivo il bisogno di esprimerli in più grandi dimensioni. Inizialmente ho eseguito una piccola cera di circa 30 cm, poi una cera tre volte più grande dotata di armatura. Quindi ho realizzato i bronzi che un collezionista olandese di nome Dioniso ha comprato. Questo signore mi ha poi commissionato due sculture di Dioniso più grandi, a misura dÕuomo. I bronzi li ho fusi tutti alla fonderia Mariani seguendo tutte le fasi di esecuzione nei minimi dettagli, in particolare la cera e la cesellatura. Per me il particolare è fondamentale, perché in esso si legge la bellezza della scultura. In lingua olandese si dice "Der Liebe Gott is im detail", cioè "Il Dio Buono si vede nel dettaglio"."
opere
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DIONISO, 2009 di HOMAN Margot
tuttotondo in bronzo; h 195 cm. Collocazione: collezione privata, Marbella ESP
eventi
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Mostra collettiva - 2009, "DonnaScultura/4 espressione per 4 artiste"
Centro Culturale L. Russo, Chiesa di S. Agostino, Pietrasanta, LU, ITA,
pubblicazioni
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DONNA SCULTURA/4 ESPRESSIONI PER 4 ARTISTE 2009 di Chiara Celli, Valentina Fogher (curatori)
Colloc. DO HOMA 2; DO ROBZ 3; DO MOG 1; DO LISL 2, Opuscolo Pietrasanta, Comune, 2009 pp. 34
