Museo dei Bozzetti "Pierluigi Gherardi" - Città di Pietrasanta

 
 
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Nuova Vita

Turid Gyllenhammar


S.T.ART - Save Tourism & Art

 

 

inaugurazione: sabato 7 aprile 2018 h. 17.00

esposizione: dal 7 al 22 aprile 2018

luogo: Sala delle Grasce, complesso di S. Agostino

orario: tutti i giorni 10.00-12.00/17.00-20.00

ingresso libero

 

sito dell'artista


Presentazione

Oltre trenta 'vestiti' in formato scultoreo rappresentano altrettante personalità diverse. Pietre mirabili e particolari, provenienti da diverse parti del mondo, formano il 'tessuto' di questi abiti veramente unici, perché l'opera realizzata in pietra è sempre unica ed irripetibile. Molte donne in realtà vengono presentate attraverso queste inusuali sculture, che portano ognuna il nome di una persona differente. Ma diverse sono le idee, come la foggia di ogni abito, il movimento, l'apparente consistenza dei presunti tessuti, ricamati e non, le molteplici venature e preziose sfaccettature presenti nelle pietre.

Mi congratulo con Turid Gyllenhammar per l'intuizione originale delle sue opere e per la loro resa e le auguro un positivo successo di critica e di pubblico per questa sua mostra personale “Nuova Vita” in Sala delle Grasce del Centro Culturale “Luigi Russo”.

 Giuseppe Priolo, Commissario Comune di Pietrasanta

Critica

Biografia

by Tone Kathrine Lyngstad Nyaas
Curator and Art historian, Norway

Turid Gyllenhammar sta lavorando con una varietà di tecniche, quali ricamo, fotografia, pittura e scultura. Nelle sue installazioni, il ricamo applicato su vele usate racconta storie ed esperienze personali attraverso questa tradizione artistica femminile. Queste narrazioni frammentate si riferiscono a storie di donne, in cui i ricordi di infanzia e le esperienze di vita fin dalla maternità, intimi e vicini, giocano un ruolo centrale.

Le narrazioni sono disegnate su vele monumentali, che in un contesto artistico possono essere interpretate come metafora dell'interazione umana con la natura e le sue forze. La storia marittima e l'attraversamento di grandi oceani sono associati con la sfera culturale maschile. Perciò, un contrasto interessante è stato posto creando un dialogo fra questi due mondi. La tecnica del ricamo è usata in un modo espressivo, con storie che riguardano la vita come in un viaggio nel tempo e nello spazio, un tema sostenuto dalle vele quali metafore di movimento e propulsione. Questo stato introspettivo di chi eravamo e di come il bambino in noi debba essere incontrato e portato avanti affinché riusciamo a diventare un tutt'uno, è un tema ricorrente attraverso tutta l'opera di Gyllenhammar.

Lo stesso argomento è presente in Pubertà (2010), esposto all'Østlandsutstillingen, dove liriche e frammenti figurativi si sovrappongono per mostrare vulnerabilità, e come la pubertà, come tutti gli altri periodi di mutamento nella vita, sia un'espressione di movimento e del nostro viaggio attraverso la vita. Le vele diventano simboli della casualità della vita. Da quale angolo soffierà il prossimo vento e che cosa ci aspetterà al nostro prossimo approdo?

I temi nel percorso artistico di Gyllenhammar ruotano attorno a questioni esistenziali relative all'identità femminile. L'esteso progetto relazionale: “Dignità e Valore della Donna” – una mostra relativa alla post-operazione di tumore al seno, è cominciata con lei che ha invitato 50 vittime di tumore al seno ad essere fotografate dalla fotografa Inger Sturlason, sotto la sua direzione artistica. Anche Gyllenhammar si trovò davanti ad una macchina fotografica, 16 anni fa, dopo che a lei stessa era stato diagnosticato un tumore al seno. Sono state fotografate e intervistate 20 donne in totale, creando così le basi per una serie di tessuti ricamati.

Presso la Galleria Backer del College of Vestfold (2012), ha messo insieme fotografie e ricami di donne di tutte le età, che hanno subito operazioni per tumore al seno, dando così una faccia alla malattia. Dare al tumore una faccia umana è un tema raro nell'arte contemporanea ed il confronto diretto nelle fotografie, come il processo sociale richiesto, ha catturato il pubblico e ha creato grande attenzione.

L'arte del ricamo ha rappresentato attraverso i secoli il ruolo della casa ed esprime sia le donne mature che quelle giovani. La mostra è divenuta un'affermazione nel dibattito politico per il trattamento equo delle donne con tumore al seno, nei termini di liste d'attesa per gli interventi chirurgici. Il progetto “Valore umano e valore delle donne – un ritratto del tumore al seno post-operatorio” (2015), in combinazione con questi eventi, ha dato il risultato di un aumento del supporto governativo di 50 milioni di NOK per gli ospedali universitari svedesi.

Nel 2015 Gyllenhammar ha realizzato un mostra di antichi vestiti regionali da battesimo per una presentazione nella Chiesa Nøtterøy, intitolata “Guarda il mio Vestito” (2015), per un totale di 35 vestiti da battesimo, ognuno dei quali con la propria unica espressione di storie personali e tradizioni artigianali. Insieme ai vestiti, che pendevano dal tetto come angeli, l'artista ha interpretato il tema attraverso una collezione di sculture di marmo.

Durante gli ultimi cinque anni ha sviluppato questo motivo attraverso il suo lavoro in Italia. Essendo vicino ad una città dalle ricche tradizioni nelle arti, con numerosi laboratori di scultori e artisti residenti provenienti da ogni parte del mondo, ha iniziato un'elaborazione tecnica che si può vedere nella nuova mostra, “Vita Nuova”.

La qualità della pietra, per quel che riguarda i suoi disegni innati e le sue sfumature di colore, è stata utilizzata in maniera discreta in modo da creare un'illusione tessile, una tradizione nelle arti che va a ritroso fino alle tradizioni scultoree romane del combinare marmi vari per una concentrazione illusionistica. Alcuni di questi vestiti creano associazioni con la leggerezza dei tessuti del vestito da battesimo, presentati nel duro materiale del marmo. Il contrasto tra i tessuti aerei, senza peso e la solidità ed il peso della pietra è evidente in tutte le opere.

La serie dei lavori scultorei inclusi in “Vita Nuova” è realizzata con pietre marmoree differenti, provenienti da tutto il mondo, in modo da riflettere una prospettiva globale che esprima i diritti umani universali dei bambini. Il motivo ripetitivo di un vestito da bambina mostra che le parti pure ed innocenti dell'infanzia devono poter esistere in tutte le comunità. Questo motivo è una metafora di nuova vita, di speranza, e l'entrata in un futuro in cui la vita possa espandersi e fiorire senza soggiogamento, deprivazione e povertà.